Sars-2 e la guerra dei numeri

Sars-2 e la guerra dei numeri

Come leggere i dati del contagio

Il mondo dei social è in subbuglio. Tutti vogliono esprimere la propria opinione, e le regole del gioco consistono anche nel consentire a chiunque di interagire. Anche se non si hanno competenze specifiche circa le informazioni che vengono impartite.

Facebook, Instagram, Twitter e compagnia bella, sono divenute delle “cattedre” alle quali si può salire senza alcun merito, se non quello di avere una connessione in rete.

La tragicità emerge quando non ci si limita a esprimere sensazioni personali o condividere momenti gioiosi, ma si “pretende” di insegnare. A quel punto occorrerebbe usare il buon senso di non divulgare notizie o informazioni senza possedere la dovuta conoscenza.

Dobbiamo però constatare che questo comportamento viene assunto anche in relazione a dati numerici e alle statistiche. In questo caso ci si riferisce ai comunicati ufficiali rilasciati per tenere al corrente sullo sviluppo della diffusione del Covid-19 e della conseguente patologia, ovvero la Sars-2.

Non lasciamoci ingannare dalle impressioni

I numeri pubblicati non vengono sempre interpretati in maniera corretta. Ci si limita a memorizzare e ripetere quelli che meglio si accordano con le proprie teorie.

Proviamo quindi a fare un po’ d’ordine, senza incorrere nell’errore di ergersi a “saputelli” o “pseudo-virologi”. Lo scopo non è infatti quello di divulgare analisi scientifiche, perché non ne avremmo la competenza. Si vuole invece suggerire una chiave di lettura alle statistiche che vengono pubblicate dagli organi ufficiali.

Se intendiamo focalizzare la diffusione del coronavirus dobbiamo in primo luogo occorre stabilire quale è il periodo da cui trarre le statistiche.

A questo scopo si prenda in considerazione questa tabella, in cui sono stati inseriti i dati ufficiali diffusi dai competenti uffici sanitari italiani, a partire da giovedì 24 settembre fino al 1° ottobre compreso.

Data Nuovi positivi Decessi Tamponi effettuati % positivi/tamponi
24.09 1786 23 108.019 1,65
25.09 1912 20 107269 1,78
26.09 1869 17 104.387 1,79
27.09 1766 17 87.714 2,01
28.09 1494 16 51.109 2,92
29.09 1648 24 90.185 1,82
30.09 1851 19 105.564 1,75
01.10 2548 24 118236 2,15
Totale 14.874 160 772.483 1,925

L’analisi

Oltre alla tragicità dei dati relativi ai 160 morti, possiamo rilevare alcune importanti considerazioni.

Come è ovvio il numero dei positivi è legato all’incidenza della frequenza di tamponi effettuati. Ma la percentuale riduce ci rivela che la circolazione del coronavirus in questione è tendenzialmente in crescita.

Nei primi tre giorni rileviamo infatti 3 dati che sono tra i 4 più bassi dell’intero campione. Nell’ultimo giorno ricaviamo il secondo dato più alto del periodo, accoppiato al numero maggiore di positivi in assoluto, seppur associato al più alto numero di campioni effettuati.

Un’altro motivo di attenzione ci può essere fornito dal fatto che nella data in cui è stato registrato il più basso numero di nuovi positivi (24.09), che potrebbe indurci all’ottimismo, registriamo invece la più alta percentuale in relazione ai campioni (quasi il 3%).

Infine, se osserviamo il dato complessivo dell’intero periodo, notiamo che 1,925% di nuovi positivi in relazione ai tamponi è superiore di solo lo 0,275% rispetto al dato minimo, ma addirittura quasi l’1% inferiore al dato massimo. Il che potrebbe indicarci un trend in crescita. E ciò anche in virtù della linea statistica in ascesa.

La lettura di tali statistiche smentisce categoricamente coloro che insinuano che il numero dei nuovi positivi sia determinato dal maggior numero di controlli effettuati.

Possiamo pensare positivo?

Il lato positivo in questo tragico momento è costituito dal fatto che nello scorso mese di marzo non eravamo preparati ad un impatto del genere col Covid-19. Sebbene dalla Cina arrivassero, anche se, come molti sostengono, in colpevole ritardo, le notizie della diffusione.

Oggi siamo più preparati, ma non dobbiamo abbassare la guardia, perché una statistica che dovrebbe attirare l’attenzione di tutti è quella dei posti in terapia intensiva. Questi stanno in effetti crescendo, anche se non sono numeri tragici.

Il fatto stesso però che la curva sia tendente al rialzo, deve farci assumere posizioni ancora più prudenti. Un eventuale saturazione delle terapie intensive metterebbe definitivamente in ginocchio il nostro sistema.

Dobbiamo considerare inoltre che l’attenzione dovuta alla presenza di malati di Sars-2 determina fisiologicamente una minore dedizione agli altri casi, e questo anche e soprattutto per le cautele che si devono osservare, per la distribuzione del personale, e per l’emergenza.

Come difenderci

Le armi che abbiamo a disposizione sono poche, ma semplici e risolutive: mascherina, distanziamento personale e lavaggio frequente delle mani.

Teniamo presente che la curva dei contagi si sta muovendo al deciso rialzo in tutto il mondo. Qualche Paese, come ad esempio Israele (molto più vicina a noi geograficamente rispetto alla Cina) ha adottato il lookdown totale. Parigi potrebbe decidere la sua chiusura nei prossimi giorni. E così altri.

Non dimentichiamo che gli stessi esperti ammettono che di questo specifico coronavirus se ne conosce ancora troppo poco. Non dobbiamo provare vergogna quindi ad osservare anche quelle regole che ci sembrano incomprensibili.

Ma soprattutto deve prevalere la maturità di non diffondere sui social impressioni personali che non siano supportate da conoscenze dirette e specifiche.

 

 

 

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